La vista di un paesaggio completamente ammantato di neve è il più bello spettacolo che la natura possa offrire all'uomo.
La neve si forma nell'aria per il congelamento di gocce d'acqua sopraffuse, attorno a microscopici nuclei solidi, a temperature comprese generalmente tra -12° e -16°c. I cristalli di ghiaccio si aggregano formando ramificazioni (dendriti), dando così vita ad un fiocco di neve. Quando i fiocchi sono sufficientemente pesanti cadono al suolo. Lungo il percorso tra la nube e la superficie, il fiocco di neve incontra temperature dell'aria diverse. In genere, scendendo dall'alto verso il basso la variazione è dell'ordine di 0,6°c ogni 100 metri di quota. Nevicata che dunque imbiancherà fino alla quota dello zerotermico. E' possibile, in caso di forte precipitazione, che la neve si possa spingere anche di 300/400 metri al di sotto dello zerotermico. Si formano quindi cristalli di neve di diversa forma e diversa grandezza, variabili con la temperatura, l’umidità e la pressione di saturazione del vapore. In realtà esistono molti tipi di precipitazione nevosa che cerchiamo di semplificare nello schema seguente:



Non esistono due fiocchi identici... Diciamo che la natura ha voluto dare un segno univoco ad ogni suo capolavoro. Però esistono categorie ben distinte che accomunano i fiocchi di neve per forma e dimensione. La tabella a sinistra rappresenta una classificazione completa delle tipologie di fiocchi di neve.







I dati seguenti sono stati realizzati in collaborazione con il prof. Kenneth G. Libbrecht docente di fisica della facoltà di Caltech (USA).
fiocchi triangolari Si formano quando la temperatura è prossima ai -2°c. Tali fiocchi hanno la forma di un triangolo con i vertici troncati. A volte possono presentare anche gli spigoli leggermente troncati, prendendo quasi la forma di fiocchi dentrici. Tipologia di fiocco molto rara.
fiocchi a rosetta Presentano un caratteristico nucleo di ghiaccio, da cui si diramano casualmente cristalli conici. La base finale di quest'ultimi può anche presentare una superficie che fuoriesce dalla dimensione del diametro del rispettivo cono.
neve tonda Precipitazione di granelli di ghiaccio, bianchi ed opachi. Questi granelli sono sferici o conici con diamentro compreso tra 2 e 5 mm. Quando raggiungono il suolo rimbalzano e si rompono; si possono schiacciare; si verificano a temperature prossime allo zero. Appaiono nei rovesci, misti a fiocchi di neve o a pioggia; i granelli si formano da cristalli di ghiaccio sui quali le gocce aderiscono.
nevischio Piccoli granuli di ghiaccio bianchi ed opachi; diametro inferiore al millimetro. Cadono in piccole quantità da uno strato o dalla nebbia, non rimbalzano e non si rompono. Non esistono rovesci di nevischio.
fiocchi a doppio strato Fiocchi a due piani, formati dall'aggregazione di un fiocco di nevischio ad uno tondiforme. Conseguentemente un piano avrà le sembianze complesse di un comune fiocco di neve, mentre l'altro avrà una cristallizazione meno complessa ed una forma molto più lineare.
gragnola Composta da granuli di ghiaccio trasparenti o translucidi, di forma prevalentemente sferica, rimbalzano al suolo e derivano da gocce di pioggia congelate, fiocchi di neve quasi fusa ricongelata.
fiocchi dentrici Fiocchi esagonali con diramazione a settori, oppure con piastre sull'estremità o addirittura felciforme; può essere più o meno grande a seconda delle condizioni di temperatura, è comunque il cristallo di neve più classico che siamo abituati a vedere durante le nevicate alle nostre latitudini.
fiocchi ad aghi Si verificano in genere quando fa molto freddo, cadono cristalli prismatici corti, pieni o cavi, aghiformi o a piastre esagonali. E' tipica soprattutto delle bufere di neve in alta quota.

neve artificiale Viene creata attraverso l'uso di un particolare cannone che, sparando acqua mischiata ad aria compressa, permette la nebulizzazione dell'acqua. Quest'ultima, grazie ad una favorevole temperatura (inferiore ai -4°c), cristallizza. I conseguenti cristalli hanno forma molto diversa da quelli naturali.
Analisi dell'istituto idrografico nazionale

I dati seguenti sono tratti dalla pubblicazione n. 26 del Servizio Idrografico Italiano, “La nevosità in Italia nel quarantennio 1921-1960” edita dall’Istituto Poligrafico dello Stato nel 1971.

Dati 1921-1960, stazione meteo
del castello di L'Aquila


Accumulo stagionale medio:
83 cm
Durata manto nevosa al suolo:
40 giorni
Numero giorni con nevicate:
19

Minime assolute 1921-1960:

Gennaio: -17°c
Febbraio: -17.8°c
Marzo: -13.9°c
Aprile: -5.2°c
Maggio: -0.8°c
Ottobre: -2.2°c
Novembre: -8.2°c
Dicembre: -18.6°c