Ubicazione geografica Ubicazione fisica
  • Latitudine
  • 42° 28' Nord
  • Altezza termoigrometro
  • 400 cm
  • Longitudine
  • 13° 33' Est
  • Schermatura
  • Schermo Davis passivo
  • Altitudine
  • 2433 metri s.l.m.
  • Tipologia
  • Extra urbana
  • Posizione del luogo
  • Vetta
  • Terreno
  • Roccia
  • Clima
  • Dcf scala Koppen
  • Altezza anemometro
  • 400 cm
    Strumentazione
    Stazione Davis Vantage Pro 2 cablata
    Descrizione morfologica e climatologica della località

    Il versante settentrionale del massiccio del Gran Sasso presenta in generale dislivelli molto notevoli, localmente superiori ai 1500 m rispetto alle colline sottostanti, con pendenze spesso molto ripide o addirittura verticali con locali strapiombi, a differenza del versante meridionale dove i pendii sono solo localmente ripidi ed i dislivelli sulle vallate sottostanti raramente superano i 1000 m. I gruppi del corno Grande e del Corno Piccolo, che oltretutto costituiscono le due vette più alte del massiccio, a maggior ragione sovrastano verso nord le vallate sottostanti ove si trova lo sbocco del traforo del Gran sasso sul versante teramano. Il vallone delle Cornacchie che separa i gruppi dei due corni si sviluppa tra 2000 m circa ed i 2547 m della Sella dei Due Corni, ed è costituito da un aspro ambiente di alta quota ove si alternano prati, ghiaioni e molto diffusamente grossi massi accatastati di duplice provenienza, da frana diretta dalle imponenti pareti sovrastanti e da trasporto ad opera degli antichi ghiacciai che riempivano il vallone durante le ultime glaciazioni. Il rifugio Carlo Franchetti, quota 2433, si erge su un costone roccioso all'interno del Vallone delle Cornacchie, sul versante nord del Corno Grande (m 2912, vetta più alta degli Appennini) e subito dirimpetto al versante est del Corno Piccolo (m 2655, seconda vetta del massiccio del Gran Sasso). Per la maggior parte dell'anno risulta circondato da nevai che in alcuni casi risultano perenni, mentre è poco distante il Ghiacciaio del Calderone (poco più di 200 m sopra, sullo stesso versante su cui si erge il rifugio), di cui si parla più diffusamente nella apposita sezione del sito dell'Associazione, alla voce "glacionivologia". Il sito è soggetto ad intense precipitazioni, prevalentemente nevose per la maggior parte dell'anno con la sola esclusione dei 3 mesi estivi, quando tuttavia intensi temporali anche accompagnati da grandinate e forte vento possono improvvisamente svilupparsi. Anche nei mesi estivi, sia pure non frequentemente, è possibile assistere ad episodi nevosi (di norma 1 episodio ogni 3 - 5 anni). I venti possono essere anche tempestosi e superare più volte i 100 km/h, mentre le temperature normali si aggirano attorno ai -10 in inverno e +10 in estate, con picchi invernali estremi di -20 durante le avvezioni più fredde orientali e rari picchi estivi estremi di +20 durante le ondate di caldo africano più intense. Pertanto le temperature medie annuali normali del sito sono prossime o poco superiori allo zero, condizione che, insieme alle precipitazioni abbondanti, ben spiega l'innevamento persistente e la presenza del ghiacciaio che sovrasta il rifugio a poca distanza.

    Foto

    Visuale della stazione meteo


    Dettaglio stazione meteo


    Il gruppo fiero della propria installazione


    Anno 2014. Sul muro esterno viene installato un pannello fotovoltaico più potente (140 Wp). La posizione verticale permette di evitare gli accumuli di neve ed avere maggiore efficienza nei mesi invernali con sole più basso. Persistono a dicembre e gennaio ancora brevi fasi in cui il sistema di accumulo si scarica e le batterie tampone per la sola archiviazione dati (non ricaricabili) si esauriscono.



    Anno 2015. Viene reso indipendente e ricaricabile anche il sistema di accumulo per la sola archiviazione dati. In definitiva durante primavera, estate ed autunno, il sistema di accumulo più grande garantisce (come prima) sia l'archiviazione che l'invio dei dati in continuo. Durante l'inverno, quando il funzionamento del modem assorbe più energia di quanta il poco sole riesca a fornirne, il sistema di accumulo tampone, più piccolo, collegato con il datalogger, garantisce il salvataggio di tutti i dati senza rischiare l'esaurimento (e la perdita di dati) essendo anch'esso alimentato da altro pannello fotovoltaico, da 50 Wp. Tale operazione di archiviazione dati consuma così poca energia da poter essere sostenuta anche dalla ricarica derivante dalla poca luce invernale. Il sistema di accumulo più grande avrà bisogno di più giorni per ricaricarsi per effettuare gli invii dei dati sul web, che d'inverno avverranno ad intervalli più lunghi e non sempre costanti, ma con serie di dati finalmente completa, senza "buchi".



    Visuale sul rifugio Franchetti, a sinistra. Mentre a destra il locale serbatoi con la stazione meteo.


    Ubicazione esatta, da estratto di mappa, della stazione meteo