Ubicazione geografica Ubicazione fisica
  • Latidudine
  • 41° 53' Nord
  • Altezza dal suolo
  • 300 cm
  • Longitudine
  • 12° 28' Est
  • Schermatura
  • Schermo Davis passivo
  • Altitudine
  • 70 metri s.l.m.
  • Tipologia
  • Urbana
  • Posizione del luogo
  • Pianura
  • Terreno
  • Tetto
    Strumentazione
    Stazione Davis Vantage Pro 2 Wireless
    Descrizione morfologica e climatologica della località
    Settecamini si estende esternamente al Grande Raccordo Anulare di Roma, sul lato est della via Nomentana ed a ridosso del confine con il comune di Guidonia Montecelio. Nacque nei primi del Novecento, come borgata rurale, su territori di proprietà del Duca Leopoldo Torlonia. Il toponimo è relativamente recente risalendo alla metà del 1800; il dizionario toponomastico indica Settecamini come derivante ‘’da sette camini su di un caseggiato chiamato il Fornaccio’’; in età medievale, la località era chiamata “Campo dei Sette Fratelli” riferendosi alla leggenda di Santa Sinforosa e dei suoi sette figli (Crescente, Eugenio, Giuliano, Giustino, Nemesio, Primitivo e Statteo) fatti uccidere dall’imperatore Adriano. In seguito, prese il nome di Osteria del Forno per l’omonimo casale - costruito nella seconda metà del XVI secolo - situato a sud della Via Tiburtina e denominato oggi ‘’Casale di Settecamini’’. In prossimità della zona, su via di Casal Bianco, si erge oggi una piccola Chiesa tardo-barocca dedicata a San Francesco, con interno semplice a navata unica; nell’area retrostante, invece, sono visibili i resti di un tratto della Via Tiburtina Antica ed un piazzale, entrambi basolati. Agli inizi del secolo, Settecamini, poco popolata, era per lo più costituita da fattorie e casali disseminati nella campagna in corrispondenza di tenute e latifondi che, con le cave di tufo e la pozzolana, erano gli unici punti di attrazione della manodopera; vi si praticava, inoltre, la pastorizia. Dopo la prima guerra mondiale il Comune di Roma, nell’ambito del programma di bonifica e risanamento dell'Agro Romano, curò la costruzione di alcune abitazioni tuttora esistenti, munite di reticelle alle finestre per difesa contro le zanzare che infestavano la zona. Settecamini è ricca di preziosi reperti archeologici. Vi si rinvengono la Villa romana di Monte dello Spavento-Necropoli-Santuario (la zona è di età arcaica medio-repubblicana; il santuario è stato individuato dalle strutture e dal materiale rinvenuto; la necropoli è posta a nord-ovest del santuario); il Complesso termale-ninfeo, su via Forno Casale, a sud del fosso del Fornaccio; il Colombario, tutto in tufo, scoperto nei pressi di via Tiburtina antica, un mausoleo utilizzato nel medioevo come torre di vedetta e, molto più numerosi, diversi resti di ville romane.In prossimità di Settecamini, tra le architetture civili di stampo medioevale più importanti ricorrono il Casale del Cavaliere, la Torraccia di Sant’Eusebio, il Casale, la Torre ed il Ponte di Pratolungo, la Torre di Ponticello, il Casale di Sant’Eusebio o Casale di Campo Marzio, il Casale delle Vittorie o Casal Vecchio ed il Casale Bonanni.Tra le architetture religiose più evidenti, invece, emergono la suddetta Chiesa di San Francesco, risalente al XVIII secolo, la Chiesa di Santa Maria dell’Olivo, situata sull’omonima piazza e la Chiesa di Sant’Alessio.La stazione meteo si trova a circa 15 chilometri dal centro della città di Roma, precisamente sul tetto di una civile abitazione - sita in via Forno Casale - ad un’altezza di 70 metri s.l.m.. Il gruppo sensori termo-igrometro ed il pluviometro sono posizionati alla metà circa di un palo telescopico alto 5 metri, alla cui estremità verticale è collocato il braccetto dell’anemometro. La zona è favorevolmente esposta ai venti che soffiano, spesso, con raffiche intense. In occasione di una manifestazione temporalesca, nel novembre 2016, è stata registrata una punta di 101,4 km/h. Le prime ore del mattino sono caratterizzate da venti da nord-est; la predominante provenienza delle masse d’aria, tuttavia, è dai quadranti orientali o sudorientali. Costanti le brezze, che, attive in tutte le stagioni e fasce orarie, spesso non consentono alla temperatura minima di raggiungere dei valori estremi ancora più bassi. Il clima è simil continentale con apprezzabili escursioni termiche; le temperature minime invernali non di rado scendono sotto lo zero, mentre le temperature massime estive superano sovente i 35 °C. La temperatura più bassa finora mai registrata è stata meno 5 °C, rilevata nel gennaio 2017; di contro, quella più alta è stata toccata ad agosto 2017 con 40,6 °C.Considerato il posizionamento su terrazzo (luogo normalmente più ventilato) del termo-igrometro, ricorre che, durante le nottate da inversione termica (dispersione del calore giornaliero favorito da ventilazione scarsa ovvero assente) le temperature minime siano generalmente più alte, di almeno un grado centigrado, rispetto a quelle del piano stradale che, d’inverno, spesso si ricopre al mattino di un leggero strato di brina dovuto al congelamento al suolo delle particelle di umidità.Frequenti i fenomeni nebbiosi, che si presentano anche nel periodo estivo, nelle ore notturne ed alle prime luci dell’alba, facilitati dalla presenza di circostante vegetazione. Gli apporti precipitativi medi annui, intorno ai 700/800 millimetri, risultano influenzati dai violenti ed improvvisi temporali di calore in sviluppo e propagazione, nel periodo estivo, da zone con rilievi situate ad est-sud-est. La stazione è stata altresì implementata, nella sua funzionalità d’assieme, con l’installazione di tre webcam che utilizzano il sistema operativo Android; tramite l’applicazione denominata ‘’Mobile Webcam’’, infatti, i tre smartphones utilizzati ne adempiono le funzionalità tipiche. Le immagini, scattate ad intervalli fissi di tre minuti, vengono inviate on line, tramite la predetta applicazione, mediante l’impiego di sim card prepagate con traffico dati 3G. I predetti smartphones sono racchiusi in distinte scatole stagne, su ognuna delle quali è stato praticato un piccolo foro all’altezza dell’obiettivo della rispettiva fotocamera.In particolare: l’inquadratura verso nord-est, riprende i primi massicci montuosi dell’Appennino laziale con in primo piano, leggermente a destra, il Monte Gennaro (mt. 1.271), seconda cima più alta dei Monti Lucretili; laddove tassi di umidità relativa molto bassi lo consentano, si può talvolta apprezzare in lontananza, sullo sfondo a sinistra, il Monte Terminillo. L’inquadratura verso nord-ovest, riprende in primo piano l’abitato di Settecamini e, più distante, sullo sfondo, il centro della città di Roma (nelle giornate limpide si riesce ad intravedere, piccolo – a sinistra rispetto al centro dell’immagine - il famoso ‘’Cupolone’’ di San Pietro).L’inquadratura verso sud, riprende i Castelli romani, che risultano ben visibili soprattutto nelle giornate molto luminose.
    Foto
    Visuale sulla stazione meteo


    Dettaglio stazione meteo


    Visuale verso Sud dalla stazione meteo