Ubicazione geografica Ubicazione fisica
  • Latidudine
  • 42,20 Nord
  • Altezza termoigrometro
  • 200 cm
  • Longitudine
  • 13,82 Est
  • Schermatura
  • Schermo Davis passivo
  • Altitudine
  • 300 metri s.l.m.
  • Tipologia
  • Semi-urbana
  • Posizione del luogo
  • Valle
  • Terreno
  • Prato fitto erboso
  • Clima
  • Cf scala Koppen
  • Altezza anemometro
  • 3 metri
    Strumentazione
    Stazione meteo Oregon Scientific WMR968
    modifica risoluzione pluviometro a 0.20 mm
    Sensore igrometrico Farnel
    Descrizione morfologica e climatologica della località
    Piccolo centro dell’entroterra abruzzese, equidistante tra l’Aquila e Pescara, Bussi sul Tirino sorge a 344 metri sul livello del mare segnando la porta sud d’ingresso nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua attuale denominazione fu decisa nel lontano 1880, allorchè si aggiunse la specifica "sul Tirino" per distinguere lo scambio di corrispondenza con altri comuni omonimi; cessò di appartenere alla provincia dell'Aquila nel 1927, in concomitanza della costituzione della provincia di Pescara.

    Il Comune, che fa parte della Comunità Montana Vestina, confina con le aquilane Collepietro e Capestrano nonché con Popoli, Tocco Da Casauria, Pescosansonesco e Castiglione a Casauria, che fanno parte invece della provincia di Pescara. Il territorio si estende nella valle Tritana, così denominata in ragione delle tre sorgenti principali (Capo d'Acqua, Presciano e il laghetto sotto Capestrano) fuoriuscentidal sistema acquifero di Campo Imperatore - che alimenta integralmente il fiume Tirino - dopo un sotterraneo tragitto carsico di circa venticinque chilometri.

    Il suddetto fiume (detto anche ‘’Silente’’per il suo corso tranquillo che scorre per alcuni chilometri fino a divenire affluente del fiume Pescara presso le gole di Tre Monti) è conosciuto come il più limpido d'Italia ed offre, lungo il suo incedere, numerose fonti sorgive che zampillano tanto nel suo letto quanto in varie aree limitrofe. Nel periodo altomedievale fu proprio il fiume a favorire principalmente gli insediamenti umani e, in particolare, lo stanziamento di un ordine monastico che vi costruì la chiesa benedettina di Santa Maria di Cartignano, ormai in rovina, che fu cella dell'abbazia di Montecassino ed appartenne anche ai Celestini.

    La consistente presenza di argilla lungo il Tirino, peraltro, permise la nascita di numerose botteghe che svolsero la loro attività fino alla metà del 1800 circa (i manufatti più rappresentativi sono ancora conservati presso il museo delle Tradizioni Popolari di Roma). La denominazione ‘’Bussi’’ deriva probabilmente dalla presenza, laddove sorsero i primi insediamenti, della pianta del Bosso (in latino Buxum) e fu prima ‘’Bucsi’’. Anticamente il paese era un distretto campagnolo nell'antico territorio di Roma ma, ingrandendosi sempre più con il passare del tempo, divenne poi ‘’villa’’; notizie certe si hanno a partire dal 1092, momento storico in cui alcuni stabili del castello di Bussi erano posseduti dal monastero di San Benedetto in Perillis.

    Nel XVII secolo il paese era un centro di estrema importanza per la produzione di ceramica, anche se dai primi del '900 tale tipo di produzione industrialecominciò a decadere.La zona, tuttavia, è stata da sempre considerata sito d’interesse per l’abbondante presenzadi acqua, essendo essa indispensabile nei processi di lavorazione degli stabilimenti produttori di energia elettrica. Nel circondario sono da apprezzare sia il castello – costruito dalla famiglia Angiò nel XII secolo ed appartenuto dapprima alla famiglia dei conti Pietropaoli di Navelli e, successivamente, alla famiglia Medici - che si trova nella parte più alta del paese, sia la Torre Longobarda - edificata nel X secolo -siavari monumenti storici.

    La geomorfologia del territorio presenta caratteristiche collinari anche se la dorsale appenninica che decorre parallela al fiume Tirino conta cime degne di nota. Dal punto di vista climatologico, la zona monitorata risente dell’influenza delle correnti orientali e nord orientali: spesso, i monti che la sovrastano quali il Picca (1.405 metri), l’Alto (1.208 metri), il Pietra Corniale (1.155 metri) ed il Roccatagliata (979 metri), ultimi contrafforti meridionali del massiccio del Gran Sasso e, più a sud, poco dopo le gole di Popoli, della Schiena d’Asino – culminante poi sul monte Rotondo (1.732 metri), nel gruppo del Morrone – si vestono di nubi indotte dall’effetto stau che proviene da est. Sul lato di Bussi, infatti, nella parte con deboleFoehn, le nubi tendono a scendere innescando l’attivazione di venti moderati; nell’area predetta, ma anche nel territorio ricompreso tra Castel del Monte e Castel di Sangro, questo fenomeno è conosciuto con il termine ‘’voria’’, equivalente della più famosa Bora. Concretizzandosi le descritte situazioni, le condizioni del tempo subiscono un repentino cambiamento lasciando spazio alle precipitazioni, piovose o nevose. Con riferimento alle stagioni, l’estate si presentain genere piuttosto calda (stante peraltro la bassa quota), anche se in tono leggermente minore rispetto alla vicina conca di Capestrano-Ofena, che conserva pur sempre, infatti, l’appellativo di ‘’fornace d’Abruzzo’’. In ogni caso, la notte concede delle consistenti escursioni termiche in ragione della posizione della vallata stretta tra i monti ma anche per il passaggio del fiume Tirino. Non rare le manifestazioni temporalesche soprattutto quando le correnti, dopo una fase anticiclonica, ruotano dai versanti orientali.

    L’autunno è una stagione molto bella per i colori offerti dai boschi cedui attorno, anche lungo il Tirino, con fenomenologia precipitativa maggiore rispetto al borgo di Capestrano che dista 12 chilometri ed è posto circa 150 metri più in alto. Quando a prelevare, durante una fase depressionaria, sono le correnti da est-sud-est ovvero da nord-est, il paese di Bussi – così come Popoli - può ricevere oltre 100 millimetri di pioggia in 24 ore; la consistenza della pluviometria è addirittura più marcata nella frazione di Bussi Officine (situata al centro delle gole di Popoli). In inverno, la presenza della neve è pressochè costante stante la posizione,esposta ai venti da est (quasi allo sbocco delle gole), favorevolmente influenzata, inoltre, dal rilievo di Roccatagliata e dal vallone di Forca di Penne. Basti ricordare, a titolo di esempio, quanto accaduto a gennaio 1993 (caddero 70 centimetri di neve in paese e 80 centimetri a Bussi Officine), a novembre 1998 e gennaio 1999 (50 centimetri circa), a gennaio 2005 (70 centimetri circa) ed a febbraio 2012 (1 metro circa): in ogni caso, si fa riferimento ad un singolo evento! Durante i periodi anticiclonici invernali, inoltre, il paesaggio si tinge talvolta di bianco sia per le estese gelate notturne ben visibili al primo mattino, sia per la galaverna che ricopre magicamente gli alberi favorita dall’umidità rilasciata dal vicino fiume Tirino.

    Mite il clima primaverile, tendenzialmente soleggiato, con la natura che riparte tranquillamente dai primi di marzo; non sporadici, tuttavia, sono dei ritorni del freddo con nevicate che si possono presentare, raggiungendo anche il paese, finanche ad aprile inoltrato. Complessivamente la zona riceve in media accumuli pluviometrici tra i 700 e gli 800 millimetri annui con dei picchi, oltre i 1000 millimetri, più facilmente registrabili nella vicina frazione di Officine. Le rilevazioni meteorologiche sono assicurate dalla stazione meteo Oregon Scientific WMR968, installata in prossimità del ristorante "A Silvia", struttura ricettivaposta a 4,5 chilometri circa dall’abitato di Bussi, sotto al boscoso monte Picca,a poca distanza dello sbocco del vallone San Giacomo (o di Forca di Penne, a 918 metri di altitudine), da dove, durante la stagione invernale e pur considerando la non elevata altitudine, scendono in genere quei venti impetuosi apportatori di vere e proprie bufere di neve e/o rilevanti fenomeni di scaccianeve.
    Foto

    Visuale verso ovest sulla stazione meteo


    Visuale verso est sulla stazione meteo