Valle Castellana (TE)
Ubicazione geografica Ubicazione fisica
  • Latitudine
  • 42.75 Nord
  • Altezza termoigrometro
  • 400 cm
  • Longitudine
  • 13.50 Est
  • Schermatura
  • Schermo passivo Davis
  • Altitudine
  • 630 metri s.l.m.
  • Tipologia
  • Semi Urbana
  • Posizione del luogo
  • Pendio
  • Terreno
  • Tetto
  • Clima
  • Cf scala Koppen
  • Altezza anemometro
  • 400 cm
    Strumentazione
    Stazione Davis Vantage VUE
    Descrizione morfologica e climatologica della località

    Ricompreso nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ricco di meraviglie paesaggistiche e luoghi incontaminati, contornato da borghi in pietra e vecchi mulini abbandonati e geloso custode di castagneti secolari, praterie floreali e corsi d’acqua purissimi, Valle Castellana (‘’i Piana’’ in dialetto locale), piccolo ma affascinante comune della provincia di Teramo facente parte della Comunità montana della Laga, sorge su di un’altura, a 630 metri s.l.m., in un contesto territoriale ricco di storia, cultura e tradizioni.

    La sua posizione è molto internata rispetto alla costa adriatica: il centro abitato, in particolare, è incastonato in una valle - delimitata a Nord-Ovest dai Monti Della Laga e a Sud- Est dai Monti Gemelli - solcata dai fiumi Castellano e Tevera che vanno poi a sfociare nell'adiacente Lago di Talvacchia. Tale bacino artificiale prende il nome dall'omonimo borgo sito in provincia di Ascoli Piceno; le sue acque alimentano la centrale idroelettrica di Capodiponte a Taverna di Mezzo, in aggiunta a quelle del Tronto provenienti dal bacino idroelettrico di Colombara-Tallacano; nel periodo autunnale, risulta quasi completamente vuoto tanto da concedere la visione di vecchie case e ponti che normalmente sono sommersi dall’acqua. Il lago è meta prescelta da parte dei praticanti della pesca stante la presenza di numerosi ciprinidi di taglia.

    L'abbondanza di acqua e la varietà dei microclimi hanno favorito l'espansione di fitti boschi. Si incontrano alberi di castagni, faggi, querce, olmi, frassini e tigli, ma il più raro è sicuramente l'abete bianco. La prevalenza di terreno marnoso-arenaceo fa sì che l'acqua piovana formi ruscelli e fiumi, molti dei quali danno vita a cascate d'acqua suggestive: la più famosa è quella della Morricana nei pressi della frazione Ceppo, sul confine comunale.

    La ricchezza di risorse naturali ha attirato da sempre gli uomini sui Monti della Laga, favorendo una matrice insediativa diffusa. Tra queste impervie montagne, ci sono anche dei posti incredibili nei quali si nascondono antichi e caratteristici borghi e case rurali in pietra arenaria. Una rete estesa di sentieri e mulattiere, collega abitati, castagneti, pascoli, mulini, orti e boschi. Alcuni paesi, disabitati da decenni, sono addirittura raggiungibili solo a piedi come Valle Pezzata, Laturo, Colle Rustico, Serra e Valloni Vecchio.

    Valle Castellana – che, oltre ad Alfedena, è l’unico comune abruzzese ad essere limitrofo a due regioni - confina a Nord con i comuni marchigiani di Ascoli Piceno e Acquasanta Terme, ad Est con Civitella del Tronto, a Sud con Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Campli e ad Ovest con i comuni laziali di Accumoli ed Amatrice. E’ raggiungibile dall'A14 Adriatica (da nord: direzione Ancona; da sud: direzione Pescara), uscendo a San Benedetto del Tronto - Ascoli Piceno, proseguendo dapprima in direzione di Ascoli Piceno, continuando quindi sulla superstrada Ascoli-Mare RA11 fino all'uscita Ascoli Piceno/Porta Cartara e dirigendosi, appunto, verso la località monitorata. Nonostante, ad oggi, permangano nella Valle Castellana per lo più dei ruderi che dei veri e propri castelli, il più importante, tra essi, è quello di Manfrino. L'unico castello perfettamente integro ed addirittura abitato è, tuttavia, quello situato a Vallinquina, inaugurato nel 1856, di proprietà della famiglia nobile dei Bonifaci. Il castello, nello specifico, è un palazzo neogotico fortificato con torri quadrangolari ornate alla sommità da merlature. Il palazzo conserva una piccola cappella familiare, a navata unica e con campanile a vela.

    La storia di Valle Castellana è ricca di avvenimenti: stanziamenti di monaci e costruzioni di monasteri, combattimenti tra briganti, ricerche di antichi tesori, guerre e saccheggi; la notizia più antica, tuttavia, riguarda il tracciato che deviando dalla Salaria allo Scandarello (lago artificiale circondato dai Monti della Laga - formato dallo sbarramento della diga costruita lungo il corso dell’omonimo torrente, affluente del Tronto – le cui acque alimentano la Centrale idroelettrica di Scandarello, la prima di quelle costruite lungo la Valle del Tronto), conduceva ad Amatrice per poi ridiscendere sul bosco Martese per passare a Morrice, a Macchia da Borea ed a Beretra. La piaga del brigantaggio ha ricoperto un ruolo assai rilevante nella storia di Valle Castellana, a partire dall'epoca rinascimentale fin verso il 1861, poiché la località era l'ultimo paese del regno borbonico posto proprio al confine con lo Stato Pontificio. Nel 1853, Valle Castellana, unì al proprio territorio dapprima i villaggi di Vignatico, Collegrato e Valloni e, successivamente, sia la striscia di terra che va da Colle San Marco verso il Monte Piselli, sia i paesi di Pietralta, Morrice e Casanova.

    Tra i luoghi d'interesse si possono annoverare: la Chiesa della SS. Annunziata di Stornazzano (è la chiesa parrocchiale del paese, posta su un pendio a picco sul fiume Castellano), la Chiesa di San Vito, la Chiesa di Santa Rufina, il Borgo medievale di Valle Castellana, le caciare (capanne in pietra tipiche di questa parte di territorio - che trovano origine in Puglia grazie all’antica pratica della transumanza - talmente interessanti da osservare da relegare in secondo piano i panorami che la montagna ha da offrire nonostante entrambi siano assolutamente eccezionali), presenti soprattutto nella zona di San Vito e San Giacomo ed, inoltre, Castel Manfrino (edificato in epoca bassomedievale sui resti di una fortezza romana costruita a difesa della strada che dipartiva nei pressi di Amatrice e, attraverso il cosiddetto Passo di Annibale, sboccava nella pianura di Campovalano) che deve il suo nome a Manfredi di Svevia figlio di Federico II. Come spesso succede per i borghi medioevali, anche per Valle Castellana si intrecciano storie e curiosità legate talvolta a delle leggende. Si narra, ad esempio, che il fiume Castellano - che scorre sotto il Comune - corrisponda al fiume Verde di cui parla Manfredi nel Purgatorio lungo il cui letto egli dice di essere stato sepolto.

    Presenti nel circondario, inoltre, la ‘’grotta della paura’’, grotta inesplorata dalle profondità sconosciute situata tra Settecerri e Laturo (la leggenda vuole che in prossimità di questa zona siano decedute diverse persone per aver preso un grosso spavento) ed il Castagno di Nardò, sito in località Morrice a circa 800 metri di quota, uno dei castagni più grandi d'Italia con la circonferenza record di 14 metri. Dal punto di vista folkloristico si ricordano la sagra del fungo porcino (ultima domenica di giugno), la sagra del formaggio e pecora alla callara, nella frazione Macchia Da Sole (primo weekend di agosto), la sagra della castagna e della patata (penultimo weekend di ottobre). Climatologicamente la posizione geografica di Valle Castellana – così racchiusa, come innanzi meglio descritto - in una vallata delimitata dai Monti Della Laga e dai Monti Gemelli – è tale da averne determinato caratteristiche veramente peculiari. Il microclima è tale da garantire una nevosità molto accentuata in quanto le correnti, allorchè provenienti da Est Nord-Est, scavalcando i Monti Gemelli, fanno traboccare l'aria fredda nell'intera vallata formando un cuscino freddo e stabile che facilita, appunto, le precipitazioni nevose anche con temperature non eccessivamente fredde.

    Un altro aspetto che condiziona il microclima e la nevosità di zona è la presenza del Lago di Talvacchia, situato a Nord-Est rispetto a Valle Castellana. Questo lago, quando viene attraversato dalle correnti fredde, riesce a dare un maggiore apporto di umidità all'intera colonna d'aria, favorendo spesso nevicate abbondanti, complice peraltro l'effetto Stau creato dai rilievi circostanti. Tutto ciò è accaduto nell’anno 2007 e, nell'ultimo decennio, dal 2010 al 2017 ad eccezione del 2014. Non essendoci un archivio meteo di zona, a memoria d'uomo la nevicata maggiore che si ricordi è avvenuta nel gennaio 2017 quando furono ufficialmente misurati 3 metri di manto a Valle Castellana centro; 3,80 metri nella frazione Pietralta, a 1100 metti di altitudine e 4 metri al Ceppo (1350 metri s.l.m.). Nel periodo estivo la vallata ha un clima molto gradevole; raramente, infatti, si raggiungono picchi di calore record, anche in questo caso grazie al flusso mitigatore dei due freddi fiumi che costeggiano l'intera porzione di territorio. La stazione meteorologica di riferimento è una Davis VUE, la cui installazione – presso il Municipio della suddetta località monitorata - è stata integrata con il posizionamento di una webcam Foscam FI9900P, telecamera dai risultati visivi molto soddisfacenti, la cui caratteristica principale è la facilità con cui trasmette wirelles, sfruttando una copertura e raggio d’azione fino a circa 40 metri. In modalità notturna, si attivano gli infrarossi (30 led) che si inseriscono automaticamente grazie ad un sensore crepuscolare sito all'interno dell'obiettivo. Gli scatti sono cadenzati a 3 minuti.

    Foto

    Dettaglio stazione meteo


    Dettaglio stazione meteo


    Soci installatori


    Visuale di insieme della stazione meteo